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sabato 20 ottobre 2012

Silenzio su Eurogendfor, la strana super-polizia europea

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Silenzio su Eurogendfor, la strana super-polizia europea

venerdì 19 ottobre 2012

Modificare i sogni per manipolare le menti

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E' possibile manipolare i sogni? Secondo Daniel Bendor e Matthew Wilson, due neuroscienziati del Mit di Boston .



RICERCATORI DI FENOMENI INSPIEGABILI NEL MONDO http://ricercatoridifenomeniinspiegabili.blogspot.it

martedì 16 ottobre 2012

IL RAGGIO DELLA MORTE montato su postazioni terrestri e satellitari


IL RAGGIO DELLA MORTE montato su postazioni terrestri e satellitari 

WASHINGTON LA MORTE nel Terzo Millennio verrà nel silenzio, nel vuoto e nel buio, annunciata soltanto da un istante di luce devastante. La fantascienza si avvera. Il futuro è divenuto presente. Il raggio della morte è uscito dagli schermi di Star Wars e dai fumetti di Flash Gordon e sta pronto nel cuore dello stesso deserto del New Mexico dal quale mezzo secolo fa si avverò un altro incubo della storia, la bomba atomica. I suoi genitori lo hanno battezzato 'Miracl' , con quello strano, rassicurante senso dell' umorismo che già fece chiamare 'Little Boy' e 'Fat Boy' le due prime bombe nucleari sganciate sul Giappone e il soprannome è formato con le iniziali del suo acido nome ufficiale: Mid Infra Red Advanced Chemical Laser. Se il comando supremo politico delle Forze armate, se Clinton, gli darà il via in questo mese di settembre come gli chiede l' Air Force, 'Miracl' lancerà il suo fascio di luce dal diametro di due metri alla velocità di 300 mila chilometri all' ora e compirà il suo miracolo: una frazione di secondo più tardi, un satellite da mezza tonnellata in orbita a 430 chilometri di distanza si consumerà in un battito di ciglia come la capocchia di un fiammifero. Nel silenzio, nel buio, nel vuoto dello spazio. E nei terrificanti interrogativi che la prima, vera arma del nuovo millennio, ci apre davanti.
E' NATO 'MIRACL' GUERRE STELLARI NON E' PIU' SOLO UN FILM 'MIRACL' è il vero primogenito delle Guerre Stellari, l' ordigno che risponde al sogno-incubo della spada nel cielo, capace di annientare con un fascio di luce e calore oggetti, corpi, solidi anche di grandi dimensioni. Ha la stazza di un autocarro Tir, e la foggia di un enorme riflettore alto 6 metri puntato verso lo spazio. Lo ha costruito la Hughes Aircraft, la società aerospaziale che fu fondata dal miliardario demente Howard Hughes. Ed è il 'gioiello' nella corona di ordigni progettati e sperimentati negli ultimi 15 anni, da quando Ronald Reagan, ispirato dal fisico ungherese Eduard Teller che già aveva costruito la prima bomba all' idrogeno, lanciò il progetto delle Guerre Stellari. Molti altri esperimenti sono stati condotti, con successo alterno, in questi anni. Armi orbitanti anti-satellite, scudi anti-missile, laser di varia potenza sono stati costruiti e provati nei laboratori e nei poligoni militari. Ma niente ha mai materializzato così completamente ed efficacemente la spaventosa promessa delle Star Wars come questo 'Miracl' . La 'spada nel cielo' è costata relativamente poco, appena 60 miliardi di lire, in un bilancio complessivo di 70 mila miliardi spesi fino a oggi dai contribuenti americani dal 1983, quando Reagan lanciò le sue Star Wars. E' costruito, per i pochi dati diffusi da Pentagono, attorno a una sorta di camera esplosiva, dove brucia ed esplode combustibile identico a quello usato per lanciare i missili.
Gran parte della spaventosa energia generata dall' esplosione viene dispersa sotto forma di calore, ma ne rimane abbastanza per essere rimbalzata da specchi e camere di compensazione e per generare un fascio di luce ultraconcentrata la cui potenza - dicono soltanto i generali dell' Air Force - si misura "in molti megawatt". Sono milioni e milioni di watt (le specifiche esatte sono ancora segrete) un immenso calore concentrato chirurgicamente sull' obiettivo, per distruggerlo con assoluta precisione. "Se avremo il permesso di attivarlo - dicono al poligono di White Sands, nel New Mexico - potremo scegliere se disintegrare il satellite bersaglio con una sola scarica o se demolirlo un pezzetto alla volta". Dunque, 'Miracl' ha la precisione e la potenza sufficienti per smantellare a 430 chilometri di distanza un oggetto che pesa 5 quintali, pezzo per pezzo. Non è difficile immaginare che cosa potrebbe fare a un corpo umano a pochi chilometri. Secondo il New York Times, questo 'raggio' dovrebbe raggiungere una potenza di "oltre due milioni di watt".
Qualcosa come 400 mila normali lampadine da 50 watt. La notizia che la 'spada del cielo' è pronto e il tiro al piccione spaziale è imminente è venuta dalla Federazione degli Scienziati Americani che ha ottenuto una copia del documento che l' aviazione ha presentato a Clinton. La rete di satelliti-spia che orbitano ormai a centinaia sopra la nostra testa è essenziale nella condotta delle guerre moderne. I satelliti osservano, fotografano con fantastica precisione (dallo spazio è possibile leggere i titoli del giornale che avete in mano per strada) danno la posizione esatta e le coordinate necessarie alle navi, ai mezzi di trasporto, agli aerei, agli artiglieri, ai carristi, al singolo soldato che può, con un ricevitore tascabile, sapere sempre ed esattamente dove si trova sulla superficie terrestre. Possedere una rete di satelliti efficienti, e accecare i satelliti nemici, è ormai parte essenziale di ogni pianificazione strategica. La nazione che riuscisse ad annientare i satelliti del nemico avrebbe, in caso di conflitto, un vantaggio formidabile e decisivo, ha scritto a Clinton il comando dell' Air Force. Ma proprio per questo, l' arrivo di 'Miracl' nel nuovo campo di battaglia interplanetario del prossimo Millennio, rischia di riaccendere una selvaggia corsa all' armamento spaziale che la fine della Guerra Fredda sembrava avere calmato. Nessuna nazione che volesse pretendere di essere una potenza militare potrebbe permettere di avere i propri occhi nel cielo esposti al lampo accecante dei laser avversari, senza avere nel proprio arsenale un raggio della morte per rispondere.
"Proprio per questo dobbiamo usare 'Miracl' e studiare quali effetti ha", rispondono al Comando Spaziale Militare di Arlington, un sobborgo di Washington "e dobbiamo eventualmente progettare satelliti più resistenti agli attacchi". Come sempre nella storia degli armamenti, a una spada più potente, farà seguito uno scudo più resistente, sia esso nel cielo o sulla umile Terra. Clinton, dicono i suoi consiglieri, è incerto, lacerato fra il timore di scatenare un altro giro di corsa al riarmo spaziale e la necessità di mantenere le sue forze armate al massimo livello possibile di tecnologia. ""Il presidente sa benissimo - dice un esperto di problemi della difesa citato dal New York Times - che, Guerra Fredda o non Guerra Fredda, gli scienziati di altre nazioni stanno conducendo esattamente gli stessi esperimenti e i fisici russi o cinesi non hanno improvvisamente dimenticato come si costruisce un laser militare soltanto perché è caduto il muro di Berlino". Clinton teme di riaprire il vaso di Pandora. I militari gli fanno osservare che il vaso non è mai stato davvero chiuso. E il Congresso, il Parlamento americano, che 5 anni or sono aveva messo il coperchio finanziario sulle Guerre Stellari, lo ha dischiuso, tornando ad autorizzare fondi pubblici per esperimenti militari. 'Miracl' sparerà il suo raggio, non ci sono dubbi. Non c' è mai stata una nuova tecnologia che non sia entrata, prima o poi, al servizio dei militari. Se non in questo mese di settembre, come volevano i comandi militari, nei prossimi, quando i dilemmi e le polemiche si saranno calmati, il raggio scatterà dalle sabbie del New Mexico verso il cielo, come si alzò il fungo di Alamogordo nel 1945. Proprio da quella regione dove i devoti degli Ufo credono sia caduto a Rosewell, 50 anni or sono, il primo disco volante con alieni a bordo. Forse per dimenticare che, almeno in questo spicchio di universo chiamato sistema solare, i soli e pericolosi 'aliens' siamo noi terrestri.

sabato 13 ottobre 2012

La magistratura sequestra il Muos, «Pericolo di morte fino a 140 chilometri»



La magistratura sequestra il Muos, «Pericolo di morte fino a 140 chilometri»

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Tre mega antenne dal diametro di 18 metri l’una, talmente potenti da essere virtualmente letali in un raggio di 140 chilometri, sono in programma di costruzione da parte dell’esercito degli Stati Uniti in una riserva naturale a Niscemi. Faranno parte, insieme a due torri radio alte 149 metri del Muos, nuovo sistema di comunicazione che consentirà ai militari a stelle e strisce di trasferire informazioni in tempi dieci volte più rapidi degli attuali, in tutto il mondo. A seguito della campagna cittadina No Muos, la magistratura ha disposto momentaneamente il sequestro della struttura.

Si chiama Muos – Mobile User Objective System - è il nuovo sistema di telecomunicazioni satellitare della marina militare americana. Un sistema radar di ultima generazione che permetterà di «raccogliere e smistare» i dati inviati dai reparti militari dispiegati sui più lontani fronti di guerra. L’impianto si avvale di cinque satelliti geostazionari e quattro stazioni di terra. Due sono in territorio Usa: in Virginia e nelle Hawaii, una in Australia. L’ultima ha intenzione di sorgerere in Italia: nei pressi della cittadina siciliana di Niscemi, provincia di Caltanissetta.

Tutte dislocate in zone desertiche. Solo quella che vuole essere realizzata in Sicilia, chissà perché, vedrà la luce in un’area vicinissima ai centri abitati. Da qui la ragionevole e giustificata paura delle popolazioni che si ‘scipperanno’ le radiazioni con effetti sulla loro salute ancora tutti da capire.

A denunciare il pericolo Antonio Mazzeo, giornalista ed attivista antimilitarista, che dal 2005 ha raccolto in un dossier le informazioni sull’opera Usa. Ora il dossier è diventato un libro dal titolo Un eco Muostro a Niscemi, presentato venerdì 1 giugno agli studenti della facoltà di Scienze politiche di Catania. Nel volume si ricostruiscono le tappe del Muos all’interno della riserva naturale Sugherata, zona indicata dalla regione Sicilia nel 2009 pur trattandosi di un sito d’importanza comunitaria e si mette nero su bianco una sconcertante previsione: «L’esposizione alle emissioni elettromagnetiche del Muos può uccidere in meno di sei minuti. Pensate se queste antenne venissero puntate per errore verso le città vicine», dice Mazzeo a CTzen, riferendosi a uno studio dell’americana Analytical graphics, Inc.

Per la realizzazione del Muos gli Usa hanno già pagato oltre sei miliardi di dollari alla multinazionale Lockheed Martin, ma nella cittadina in provincia di Caltanissetta c’è solo il pericolo per la salute, e nessun vantaggio economico: «I dieci milioni di euro di opere pubbliche da realizzare con i soldi degli Usa sono andati a una ditta a cui è stato revocato il certificato antimafia, la Calcestruzzi Piazza Srl. Oltre al danno, la beffa», sostiene Mazzeo.

Il sofisticato sistema di comunicazione ad altissima frequenza integrerà comandi, centri d’intelligence, radar, cacciabombardieri, missili da crociera, velivoli senza pilota e altri strumenti di morte.

La zona di Niscemi, tra l’altro, ospita già dal 1991 uno delle più grandi centrali di telecomunicazioni Usa nella zona del mediterraneo: la base “Ulmo” ha in dotazione ben 41 antenne che si può collegare con l’Asia sud-occidentale, l’Oceano Indiano e Oceano Atlantico.

La base ‘Ulmo’ è sotto il controllo della ‘U.S. Naval Computer and Telecommunication Station Sicily’ che ha sede a Sigonella, la base militare americana dislocata tra gli agrumeti della piana di Catania. La centrale militare statunitense assicura la comunicazione top secret e non di alleati Nato e Stati Uniti. Questo, per grandi linee, il quadro generale dell’egemonia militare a stelle e strisce in Sicilia.

Il sequestro della Magistratura

Fortunatamente la stazione che ospita il sistema satellitare di telecomunicazioni ad altissima frequenza (UHF) delle forza armate Usa, costruita in una riserva naturale a Niscemi (Caltanissetta), è stata sequestrata dalla magistratura per violazione delle leggi sull’ambiente. Oggetto del sequestro sono stati l’area e gli impianti del sistema di comunicazioni ‘Mobile usaer objective sistem’ (Mous) della stazione ‘Naval radio transmitter facility’ (Nrtf) di contrada Ulmo.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip su richiesta della Procura di Caltagirone, a conclusione di indagini avviate nel luglio del 2011. La stazione radio si trova nella riserva naturale ‘Sughereta di Niscemi’, area a inedificabilità assoluta, in un sito di interesse comunitario.

Naturalmente non bisogna abbassare il livello di mobilitazione, perché questo atto formale – il primo compiuto da un organo dello stato italiano per far rispettare le proprie leggi sul proprio territorio anche all’esercito americano – è logicamente impugnabile e soggetto all’intervento del governo; che sappiamo essere assai più “sensibile” alle pressioni Usa.

Ragioni Scientifiche

Ecco come Massimo Zucchetti, scienziato e docente di impianti nucleari al Politecnico di Torino, ha spiegato le ragioni scientifiche dell’opposizione al MUOS:

Io sono un ingegnere e - dicono – uno scienziato. E sono fermamente contrario alla costruzione del MUOS, il mega-sistema di radar militari che gli USA vogliono impiantare vicino a Niscemi, in Sicilia. Il 6 ottobre ci sarà una grande Manifestazione nazionale a Niscemi contro il MUOS: vorrei dare qualche ragione tecnica sul perché faranno benissimo ad esserci, tutti coloro che protesteranno contro questa installazione o che aderiranno o daranno la loro solidarietà.

Perché sono contrario? Prima di tutto perché il MUOS emette onde elettromagnetiche. E non accetto di sentirmi dire che “non fanno male, non sono come le radiazioni ionizzanti”. Negli anni la ricerca è progredita, e si è verificato che anche le radiazioni non ionizzanti, come quelle che emette il MUOS, possono causare una serie di danni alla salute. Si sono studiati gli elettrodotti, così come i telefonini, e studi recenti hanno trattato il fenomeno sotto forma di esposizioni brevi a campi elevati e anche di esposizioni prolungate a campi più bassi.

Sappiamo bene che, quando sono all’opera i militari, si chiude un po’ un occhio. Ma ora è il momento di aprirli. Abbiamo verificato che a Niscemi e dintorni ci sono due situazioni in cui le onde emesse dai radar, molto potenti, possono dar fastidio. La prima è quella di un incidente: nel caso ci sia un errore di puntamento o di malfunzionamento delle parabole Muos, e i fasci venissero diretti in luoghi popolati, dove le persone siano esposte direttamente, e a distanze inferiori ai venti chilometri – e qui parliamo di tutta Niscemi – allora si potrebbero verificare disturbi che vanno dalle cefalee agli effetti neurologici, a danni più elevati. Il campo elettromagnetico interferisce sostanzialmente con le funzioni cerebrali. Si parla di situazioni incidentali con alti campi. L’altra situazione è l’esposizione a campi di intensità inferiore, ma prolungata. Le nostre valutazioni, sotto forma di Rapporto in qualità di consulenti tecnici del Comune di Niscemi, sono state recentemente anche messe agli atti di una audizione al Senato della Repubblica. Esse mostrano come la sola entrata in funzione dei trasmettitori del Muos, potrebbe avere come conseguenza patologie legate al sistema emolinfatico, leucemie, specialmente infantili. Il dato più recente è l’evidenza di queste malattie in popolazioni che vivono vicini agli elettrodotti, che ha portato ad ampliare le distanze. Tra gli effetti non letali c’è per esempio l’ipertermia. Le onde vengono assorbite dal corpo e lasciano del calore. Per certi tessuti, come il cristallino dell’occhio, questo può provocare l’insorgenza di cataratta. Poi c’è la fauna, che verrebbe danneggiata dai campi. Noi non li percepiamo, ma uccelli e api sì: a questi animali verrebbero scombussolate tutte le bussole naturali. Ulteriori interferenze vi sarebbero poi nel traffico aereo: gli aeroporti di Sigonella, Comiso e Fontanarossa sono vulnerabili. L’inquinamento dello spazio aereo civile non è stato tenuto in conto.

Nel 2005 avevo scritto un libro sulla presenza militare come ‘tumore sociale che genera tumori reali’. E ma mi fa piacere che dopo qualche anno si inizi a capire che il nostro Paese non è un deserto.Vogliono costruire a tutti costi il Muos? Non che se ne senta il bisogno, è un detestabile spreco di risorse per costruire qualcosa di deprecabile, ma se proprio lo sentissero necessarissimo, lo vadano a costruire nel deserto. Gli altri pochi sistemi simili sono tutti in luoghi isolatissimi, non in mezzo alla popolazione. E gli USA devono finirla di considerare il territorio italiano come uno dei suoi Backyards – cortiletti – dove poter costruire tutto quello che gli pare, come in centroamerica. La popolazione siciliana non è fatta di gente di serie B, sacrificabile come “buon prezzo da pagare” per alimentare il proprio delirio imperialista. A questo proposito, ho un suggerimento chiaramente surreale: non hanno appena conquistato la Libia “ad una nuova civiltà”? Ebbene, nel deserto libico c’è un sacco di spazio, perché non provano a proporlo alle popolazioni della Libia, loro paese “amico”? Vediamo come risponderanno.

Come si è arrivati al Muos di Niscemi.

Tutto comincia nel 2001, quando viene siglato un accordo bilaterale tra gli Usa e l’Italia. I vertici della base militare di Sigonella inviano la documentazione dell’impianto alla Regione Siciliana il 24 gennaio 2007. La documentazione, inoltrata dall’Aeronautica militare italiana agli uffici della Regione, rimane nei cassetti dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente sino al 3 aprile 2008, quando viene trasmessa al Comune di Niscemi. Per la
cronaca, quando si verificano questi fatti sulla plancia di comando dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente c’è Rossana Interlandi che, guarda caso, è nativa proprio di Niscemi. L’allora assessore Interlandi non sembra abbia opposto
particolari resistenze al progetto. Almeno ufficialmente. Dice la stessa Interlandi: “Io non ho firmato nulla, non mi sono occupata di questa faccenda. La pratica è stata seguita dai tecnici di allora”.
Dopo un mese e mezzo arriva al Comune di Niscemi una relazione paesaggistica e la valutazione d’incidenza predisposta dai militari di Sigonella. Mentre l’assessorato regionale al Territorio e Ambiente si limita a convocare una ‘conferenza di servizi’. I funzionari del Comune di Niscemi, che hanno un po’ più di coraggio degli ‘autonomisti’ dell’ex governo regionale, dopo le opportune verifiche ambientali sul progetto Muos, danno un parere contrario alla realizzazione della struttura militare.
Il “no” del Comune è servito a poco, però. Nella base Ulmo, infatti, inizia l’ opera di edificazione vera e propria. La Telecom, per esempio, posiziona i cavi per la stazione internet. Il resto è un susseguirsi di manifestazioni e opposizioni dell’ex sindaco di Niscemi, Giovanni Di Martino, e dei Comuni del Nisseno e a nulla valgono i tentativi di persuasione operati dal presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa,
favorevoli alla “centrale da guerra”. Il 28 giugno 2011 dagli uffici del Territorio e Ambiente della Regione siciliana arriva il “sì” definitivo per il proseguimento dei
lavori. “L’Arpa Sicilia – diice l’ex commissario Salvatore Cocina – ha fatto delle misurazioni elettromagnetiche vicino alla base di Niscemi riscontrando dei valori nella norma. Non la pensa allo stesso modo il dott. Massimo Zucchetti e Massimo Curaddu del politecnico di Torino. I due fisici pensano che il Muos puo’ causare grave rischi per la salute dei cittadini. ““Si tratta di effetti acuti, legati a esposizioni brevi, a campi di elevata intensità; e di effetti dovuti a esposizioni prolungate a campi di intensità inferiore”, spiegano nella loro documentazione i due fisici, Zucchetti e Coraddu.
Intanto la questione Muos sta diventando di ordine nazionale. Settimane fa una delegazione del comitato No Muos ha preso parte a due audizioni alla Commissione Difesa della Camera e alla Commissione d’Inchiesta sull’uranio impoverito del Senato . In audizione i delegati hanno spiegato, fornendo una vasta documentazione, le ragioni di quanti si oppongono fermamente alla costruzione della stazione di terra del sistema Muos all’interno della Riserva Naturale Sughereta di Niscemi. Hanno altresì denunciato i pericoli rappresentati dalle radiazioni elettromagnetiche e il processo di militarizzazione che i territori e i cittadini siciliani sono costretti a subire.

La Commissione d’Inchiesta sull’uranio impoverito ha ritenuto che sussistono le basi per una moratoria, sia per quanto riguarda la costruzione del Muos, sia per il sistema di antenne già presente nella riserva.

Il ruolo del movimento di protesta

Anche grazie al suo lavoro di informazione sono sorti fin dal 2009 comitati No-Muos in tutta la Sicilia orientale, un movimento di protesta che cresce sempre più, soprattutto sul web. A marzo un esposto con l’ipotesi di disastro ambientale è stato presentato alla procura della repubblica di Caltanissetta dal comune di Niscemi, dall’associazione Italia Nostra e dai cittadini dei comitati, chiedendo il sequestro dell’opera, già in una fase molto avanzata di costruzione. «Per fortuna l’attivazione del Muos non è prevista prima del 2015 – spiega Antonio Mazzeo – anche perché in quel territorio c’è una base Usa costruita nel 1991, che è già fonte di emissioni elettromagnetiche superiori ai limiti di legge, come rilevato dal Politecnico di Torino». Con il Muos, impianto globale che si compone di cinque satelliti e quattro stazioni terrestri – oltre a Niscemi, le altre tre si trovano in zone poco abitate di Hawaii, Virginia e Australia – «la situazione peggiorerà enormemente, ponendoci anche in grave pericolo dal punto di vista militare», ragiona Mazzeo.

Oltre alla pericolosità delle onde, lo studio dell’ Analytical graphics, Inc. consultato da Mazzeo per il suo dossier rileva la totale incompatibilità dell’opera con una zona abitata e i «gravi pericoli al traffico aereo, fortemente disturbato dalle emissioni», una circostanza che ha pesato nel 2007 sull’individuazione di un sito alternativo alla base di Sigonella, inizialmente indicata come sede del Muos, e che oggi ospita il sistema Nato di sorveglianza della superficie terrestre (Ags) che comanda i cosiddetti droni , aerei armati senza pilota. Sigonella che, insieme all’aeroporto di Catania Fontanarossa, si trova comunque all’interno dei 140 chilometri di raggio di influenza delle antenne del Muos. «Ma ancora più grave è che nei pressi di Niscemi c’è l’aeroporto civile di Comiso. Il governo di Raffaele Lombardo ha avuto la possibilità di negare all’esercito americano l’autorizzazione alla costruzione dell’opera, che avverrà senza nessuna ratifica di trattati internazionali, come prevederebbe invece l’articolo 80 della Costituzione», spiega Mazzeo.

Il Muos è infatti un sistema di comunicazione di esclusiva proprietà dell’esercito degli Stati uniti, al di fuori dei trattati Nato, e per Mazzeo «probabilmente viola anche l’articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra come mezzo di offesa: servirà all’esercito Usa nelle guerre in tutto il mondo, non solo negli interventi stabiliti dalla Nato». I comitati No-Muos intanto vanno avanti nella propria opera di sensibilizzazione, che avrà una importante tappa oggi, 4 giugno, con il passaggio della Carovana antimafie di Libera proprio nel territorio di Niscemi. «Quella della carovana antimafia è un importante segnale di attenzione sul problema del Muos – afferma Mazzeo – Purtroppo non c’è più spazio per ricorsi amministrativi alla sua realizzazione, si deve solo portare il tema davanti all’opinione pubblica, in modo che se ne discuta in Parlamento». Un compito, quello della comunicazione sui pericoli per la salute del Muos, che subisce però anche i primi tentativi di delegittimazione. Racconta Mazzeo: «A Niscemi il figlio di Vincenzo Piazza, il proprietario della ditta a cui sono affidati i lavori di urbanizzazione per l’opera che – secondo quanto scritto dal giornalista Giovanni Tizian – avrebbe rapporti diretti con il boss Giancarlo Giugno, caso di cui si sta occupando la Dda di Caltanissetta - ha minacciato di bruciarsi vivo in piazza proprio il giorno delle elezioni. Sostenendo che “la campagna antimafia gli ha tolto le commesse”. E adesso l’opinione pubblica tentenna, perché s’è presentato come un onesto imprenditore in difficoltà». Ma le manifestazioni continuano numerose, come quella di 50 giovani coppie che hanno dichiarato di rifiutare di sposarsi se il Muos non verrà bloccato. «Si tratta di una dichiarazione solo apparentemente simbolica, ma che ha il valore della protesta contro i missili nucleari a Comiso degli anni ’80: con un pericolo come quello del Muos costruire una famiglia, fare dei figli a Niscemi potrebbe davvero diventare impossibile» conclude Mazzeo.

venerdì 12 ottobre 2012

Le armi psicotroniche fanno sentire le voci


Le armi psicotroniche fanno sentire le voci


Armi psicotronicheL'esperienza di "Telepatia artificiale" non è poi così straordinaria. È semplice come la ricezione di un telefono cellulare in chiamata nella propria testa.
Infatti, la maggior parte della tecnologia utilizzata è esattamente identica a quella del telefono cellulare. Satelliti collegano il mittente e il destinatario. Un computer “multiplexer” indirizza il segnale vocale del mittente attraverso torri di microonde in una posizione molto specifica. Il “ricevitore” si trova monitorato con estrema precisione, ma il ricevitore non è un telefono cellulare è un cervello umano.
Dal nulla, una voce improvvisamente fiorisce nella mente della vittima. Il cranio umano non ha “firewall” e quindi non può chiudere la chiamata. Il ricevitore può sentire i pensieri verbali del mittente. Il mittente, a sua volta, può sentire tutti i pensieri del bersaglio, esattamente come se i pensieri fossero parole. Per questa ragione, l'esperienza potrebbe essere chiamata “sentire le voci”, ma è più propriamente descritto come “telepatia artificiale”.
Ora, se la telepatia artificiale fosse del tutto volontaria, come una conversazione tra amici seduti l’uno dall’altro ad una certa distanza, si potrebbe parlare avanti e indietro e lo scambio di pensieri somiglierebbe esattamente ad una conversazione telefonica, ma senza mai usare la propria voce o la bocca, ma completamente silenziosa, sublocale. Questa forma di discorso. (ad esempio ) tra amanti, sarebbe bellissima. Il problema è che la telepatia artificiale fornisce l'arma perfetta per le torture mentali e furto di informazioni, Essa fornisce un mezzo estremamente potente per lo sfruttamento, la molestia, il controllo, e possono violentare la mente di ogni persona sulla terra. Si apre la finestra per una quasi esperienza demoniaca di possesso dell'anima di un'altra persona.
Quando viene utilizzato come un sistema “non letale” d’arma, diventa un mezzo ideale per neutralizzare o screditare un avversario politico. Manifestazioni pacifiche, i giornalisti scomodi e i leader dei gruppi di opposizione, tutti possono essere storditi nel silenzio con questa arma.
La telepatia artificiale offre anche un mezzo ideale per l’invasione totale della privacy. Se tutti i pensieri possono essere letti, allora password, numeri PIN, ed i segreti personali semplicemente non possono essere protetti. Non si può essere soli in bagno o in doccia. Imbarazzanti momenti privati non possono essere nascosti: essi sono soggetti ad ogni sorta di commenti e osservazioni offensive. Prove possono essere raccolte per ricattare con facilità incredibile: tutti i torti o cadute morali del proprio passato sono oggetto di revisione.
Come un telefono chiamante perverso, una persona ostile con questa tecnologia in mano può chiamare a qualsiasi ora del giorno o tutto il giorno. Il sonno può essere disturbato, Le preghiere possono essere profanate, le convinzioni religiose derise, le riunioni di lavoro possono essere interrotte, i pensieri deragliati. L'amore può essere inquinato, pervertito, contorto, abusato. I sogni possono essere invasi, i ricordi cestinati.
L'attaccante non può essere visto o identificato, l'attacco non può essere fermato, e il danno psicologico è enorme.
Ma non ci sono danni fisici, non c’è un solo un segno lasciato sul corpo e non c'è assolutamente alcuna prova che qualsiasi reato o di qualsiasi violazione abbia mai avuto luogo! Tutto ciò che “accade” alla vittima, succede nella sua testa. Quali prove fisiche si possono dare alla polizia? Senza prove fisiche, come si può fotografare la “scena del crimine” o l’impronta digitale dello stalker? Non ci sono orme da immette dalla scena. Infatti, non c'è nessuna scena fisica, e nessuna prova che un attacco sia mai avvenuto.
La maggior parte delle persone che soffrono di questa forma abusiva di “telepatia artificiale” sentono come se la loro mente è stata violentata. Si ritrovano cacciati, pedinati, molestati e abusati da una o più persone che si rifiutano di dare i loro nomi, che contaminano la mente con la lingua più cattiva e perversa che si possa immaginare, e che si rifiutano di riagganciare o andare via. Il chiamante o chiamanti provano piacere nella tortura perversa e sadica che fanno subire ai loro obiettivi. Inoltre, si dilettano nel violare la privacy delle loro vittime con la lettura del pensiero del bersaglio e commentando tutto quello che pensa l'obiettivo.
I chiamanti agiscono insomma esattamente come stupratori o stalkers perversi. Immaginate che cosa un uomo può fare se dovesse trovare un “telefono cellulare magico” che gli permetta di comunicare con la testa ei pensieri privati di chiunque sulla terra. La tentazione di scegliere un bersaglio a caso e iniziare a spiare o abusare di quella persona sarebbe enorme, quasi irresistibile. Potrebbe diventare un hobby malato e contorto. Mettere nelle mani di una unità di polizia segreta, il potenziale criminale di tale tecnologia è ancora più agghiacciante.
Ora, la reazione naturale di una persona normale e intelligente, che subisce la terribile esperienza dello stupro della propria mente con questa tecnologia per la prima volta, naturalmente è quella di farsi prendere dal panico e di raggiungere un telefono vero e proprio. Chiamano la famiglia, contattano il proprio medico o la polizia facendo la bizzarra denuncia che “qualcuno sta irradiando voci nella mia testa”.
Ma se è proprio la polizia dietro l'abuso, le vittime non stanno andando a chiedere aiuto molto, vero? E se la polizia non sono gli autori, allora come potranno procedere all’arresto? È molto più comodo e facile da credere che la vittima sia un pazzo.
In breve tempo, la vittima di uno stupro mentale si ritrova solo con se stesso, subendo l’ulteriore umiliazione di essere portati in un reparto psichiatrico, spesso a farlo ricoverare involontariamente è una persona cara che lo fa “per il suo bene”.
È avvilente non riuscire a dimostrare che la voce o le voci nella testa di sono “reali”, ed osservare i sorrisi dei medici, i quali gentilmente insistono sul fatto che tale tecnologia non esiste, che le voci non possono essere reali, e che si deve prendere un potente psicofarmaco e sdraiarsi per un buono e lungo riposo .
L'esperienza di “sentire voci” - soprattutto voci che sono una fonte di abuso negativo – finisce col destinare ad un ingresso automatico nella stanza di gomma. In effetti, sentire le voci è un classico esempio di schizofrenia. Se si sentono voci, si è per definizione pazzi.
Eppure, quando si viene rilasciati dal reparto psichiatrico con un rifornimento di medicinali costosi, gli “ascoltatori delle voci in questione” spesso scoprono che i farmaci sono inefficaci - esattamente come ci si aspetterebbe se il loro problema non avesse nulla a che fare con la chimica del cervello e tutto a che fare con la bio-elettronica, ossia attacchi da parte di stalker invisibili.
Gli ascoltatori vocali lasciano spesso perplessi gli psichiatri, perché molti di loro non si adattano al modello classico della schizofrenia, che di solito iniziano nei primi vent’anni. Le vittime di “telepatia artificiale” sono spesso ben oltre i trenta o quaranta anni, e molti non hanno alcuna storia pregressa di nessuna grave malattia mentale o abuso di droghe. Molti sembrano essere attenti, sani e razionali, pur insistendo sul fatto che essi possono sentire le voci.
Sono d'accordo con gli psichiatri che affermano che tali pazienti sono depressi, ma chi non sarebbe un po’ depresso in tali difficili circostanze essendo pedinato verbalmente con queste forme di bullismo ogni ora del giorno e della notte?
Le vittime di stupro mentale pertanto imparano presto a non discutere dei loro “problemi psicologici” con familiari e colleghi, infatti sarebbe imbarazzante, è bizzarro, poco simpatico e serve solo a spaventare la maggior parte delle persone. L’unico modo che ha un’altra persona di aiutare le vittime e quello di farle rivolgere ad uno psichiatra, che provvederà prontamente raddoppiare la propria dose di farmaci antidepressivi, mentre le molestie verbali continuano.
Il crescente numero di ascoltatori della voce nella nostra società è quindi ben mascherato. Coloro che continuano a insistere sul fatto che ci sia una “società segreta di persone che irradiano voci nelle nostre teste” fanno semplicemente ridere in silenzio, o sono etichettati come schizofrenici paranoidi. Essi sono completamente screditati. In realtà, molti ascoltatori della voce hanno interiorizzato l'idea che essi sono malati mentali, e lottano per capire come le loro “allucinazioni uditive” potrebbero continuare ad apparire in modo molto, molto reale.
Naturalmente, molti di questi ascoltatori della voce sono profondamente confusi. Si rivolgono a gruppi, tra cui queste comunità on-line, come gruppo di supporto gli ascoltatori Voice a Yahoo.com.
Chiunque dubiti che la “telepatia artificiale” esiste è sufficiente rivolgersi ad una comunità di ascoltatori Voice, dove si incontrano persone che continuano a insistere sul fatto che vengono infastiditi da persone reali che utilizzano una tecnologia sconosciuta o inspiegabile.
Sorprendentemente, vi è una enorme quantità di letteratura scientifica e le prove indiziarie per eseguire il backup di tali affermazioni.
Più avanti, esploreremo la storia della telepatia sintetica e impareremo i nomi degli scienziati che hanno sviluppato questa tecnologia sinistra. Ci sarà anche da individuare ed esaminare alcune delle agenzie governative che usano questa arma di tortura, contro civili innocenti.
Diventa sempre più chiaro che stiamo parlando di un moderno progetto Manhattan di oggi - un super-secret programma di ricerca più sinistro e potenzialmente più devastante - che lo sviluppo della bomba atomica.

domenica 7 ottobre 2012

Il pedinamento satellitare: ricerca ed uso di una prova "atipica"


Il pedinamento satellitare: ricerca ed uso di una prova "atipica"

La localizzazione satellitare, forma tecnologicamente avanzata di pedinamento, costituisce uno strumento frequentemente adoperato in ambito investigativo. Tuttavia, l'assenza di una specifica disciplina che ne regoli modalità esecutive ed utilizzabilità dei risultati pone alcune problematiche rilevanti. Da un lato, infatti, vi è l'esigenza di vagliare la conformità dell'istituto al dettato costituzionale, con particolare attenzione alla tutela del domicilio e della riservatezza; dall'altro lato, è necessario analizzarne il "ruolo" processuale: chiedersi, cioè, se tale "mezzo di ricerca della prova atipico" configuri o meno un'attività irripetibile, e in quanto tale idonea a produrre risultati probatori direttamente utilizzabili dal giudice.

Missili, satelliti e aerei d'Israele per le forze armate italiane


Missili, satelliti e aerei d'Israele per le forze armate italiane

Si potenzia l'interscambio militare tra Italia e Israele: importeremo nuovi sistemi missilistici, satelliti spia e aerei di pronto allarme, mentre esporteremo i caccia-addestratori M-346 che possono essere utilizzati per le azioni di bombardamento. Un import-export a beneficio del complesso militare industriale e tutto a danno dei contribuenti italiani
Può essere equipaggiato con tre differenti tipologie di testata bellica a seconda dell’uso: anticarro, antifanteria e per la distruzione di bunker. Lo “Spike” è l’ultimo gioiello di morte prodotto da Rafael, una delle più importanti industrie militari israeliane. Si tratta di un missile aria-terra a corto raggio destinato agli elicotteri d’attacco. La prima versione, denominata “Er”, è capace di colpire bersagli fino a una distanza di 8 chilometri. Gli israeliani però hanno in produzione un modello con una gittata superiore ai 25 chilometri, lo “Spike Nlos”, dotato di un sensore elettro-ottico e infrarossi e di un apparato di ricerca laser.
Secondo la World Aeronautical Press Agency i nuovi missili made in Israele saranno utilizzati dagli Eurocopter Tiger e Puma e dagli AW-129 Mangusta prodotti da AgustaWestland (gru Tank israelzianoppo Finmeccanica). I Mangusta sono quelli dei raid dell’esercito italiano nei principali teatri di guerra (prima in Iraq, adesso in Afghanistan). Gli elicotteri, in numero di 60, sono in dotazione al 5° reggimento AVES “Rigel” di Casarsa della Delizia (Pn) e del 7° “Vega” di Rimini, inquadrati nella Brigata Aeromobile “Friuli”. I Mangusta vantano già una terribile potenza di fuoco: mitragliatrici FN da 12,5 mm, cannoni da 200 mm a canne rotanti e missili AGM-114 “Hellefire”, BGM-71 “Tow” anti-carro, FIM-92 Stinger” ed MBDA “Mistral” antiaerei. Con gli “Spike” si amplierà il ventaglio operativo degli elicotteri d’assalto mentre ne uscirà ulteriormente rafforzato l’interscambio bellico Roma-Tel Aviv e la partnership strategica tra le rispettive forze armate.
Dopo le recenti esercitazioni in Sardegna e nel deserto del Negev in compagnia dei cacciabombardieri d’Israele, l’Aeronautica militare italiana ha deciso d’installare a bordo degli elicotteri EH101 e degli aerei da trasporto C27J Spartan e C130 Hercules un nuovo sistema di contromisure a raggi infrarossi, denominato “Dircm - Directional infrared countermeasures”. Il sistema sarà sviluppato e prodotto dalla società Elettronica Spa di Roma assieme all’israeliana Elbit e comporterà una spesa di 25,4 milioni di euro. “Le prime consegne sono previste per la fine del 2013”, spiegano al ministero della difesa. “Con il Dircm, l’Aeronautica italiana sarà la prima forza armata europea a dotarsi di un sistema con tecnologia non americana per la difesa dai Manpads (Man-portable air-defense systems), missili che possono essere lanciati con sistemi a spalla e che rappresentano oggi una delle minacce più pericolose in fase di decollo ed atterraggio”.
Il contratto con Elettronica-Elbit ha preceduto di qualche mese l’ordine del governo israeliano di 30 caccia-addestratori “avanzati” M-346 Master di Alenia Aermacchi (altra azienda Finmeccanica). I velivoli sostituiranno entro il 2015 i vecchi A-4 Skyhawk utilizzati dalle Tigri volanti del 102° squadrone dell’aeronautica israeliana per formare i nuovi piloti dei cacciabombardieri e come mezzo di supporto alla guerra elettronica. L’M-346 potrà essere utilizzato pure per attacchi al suolo con bombe e missili aria-terra o antinave e comporterà un giro d’affari di circa un miliardo di dollari. La manutenzione dei velivoli, per una durata di venti anni, sarà invece affidata alla joint venture TOR costituita dall’industria aerospaziale israeliana IAI e da Elbit Systems.
Secondo quanto trapelato sui media statunitensi, per l’acquisizione dei caccia-addestratori italiani, Washington potrebbe offrire ad Israele una somma pari al 25% del valore della commessa nell’ambito degli aiuti militari previsti dal fondo US foreign military financing (FMF). Il Pentagono avrebbe confermato che l’Agenzia statunitense per la cooperazione alla difesa e alla sicurezza avrebbe avviato colloqui ufficiali con il ministero della difesa israeliano per concordare che alcune componenti degli M-346 Master prodotte negli USA (come ad esempio i motori turbo F124 di Honeywell e altri sistemi avionici) siano acquisite con i fondi FMF. Un “aiuto”, dunque, condizionato a favorire il complesso militare industriale statunitense.
Non altrettanto vantaggioso per l’Italia il contratto firmato tra il governo israeliano ed Alenia Aermacchi. Esso prevede infatti come contropartita che il nostro paese acquisti materiali bellici in Israele per un valore non inferiore al miliardo di dollari, in particolare sistemi satellitari spia e aerei radar. Per il memorandum of agreement che sarà firmato entro la fine del mese tra il premier Monti e le autorità israeliane, in cambio degli M-346, l’Italia si doterà innanzitutto di due satelliti elettro-ottici di seconda generazione “Ofeq” il cui costo è stimato in 200 milioni di dollari. dovrebbero essere lanciati entro il 2014. Gli Ofeq, prodotti dalle Israel Aerospace Industries (IAI) ed Elbit, “verranno lanciati entro il 2014, saranno al 100% italiani e verranno gestiti da una stazione terrestre italiana”, scrivono in Israele.
Alle forze armate italiane giungeranno poi due velivoli di pronto allarme (Early warning and control - AEW&C) Gulfstream 550 con relativi centri di comando e controllo, prodotti dalle aziende IAI ed Elta Systems. Il costo complessivo dei due velivoli è stimato in 760 milioni di dollari, più del doppio di quanto era stato previsto nel 2009 dall’allora ministro della difesa Ignazio La Russa per la messa a punto del sistema “multi-sensore e multi-missione” JAMMS (Joint airborne multisensor multimission system), incentrato sui Gulfstream 550. “Il costo stimato del programma ammonta a 280 milioni di euro a valere sul bilancio ordinario della difesa e avrà durata di sette anni”, aveva spiegato La Russa ai parlamentari della Commissione difesa alla vigilia del voto (unanime) a favore del JAMMS. “Esso supporterà le operazioni delle forze nazionali e alleate impegnate in operazioni militari in Patria e fuori dai confini nazionali nel controllo e nella sorveglianza dello spazio aereo”. Dei 760 milioni previsti, quasi 500 andranno all’acquisto dei due velivoli AEW&C e i restanti 260 per finanziarne i costi logistici e la manutenzione per un periodo di 15 anni dalla loro consegna, fissata tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015.

sabato 6 ottobre 2012

Gran Bretagna - Super autovelox basato sulla tecnologia dei satelliti


Gran Bretagna - Super autovelox basato sulla tecnologia dei satelliti
Iniziata la sperimentazione di “SpeedSpike”, dispositivo che segue costantemente le vetture e immortala qualsiasi infrazione
 

(ASAPS) – In Inghilterra è in arrivo il super autovelox che usa la tecnologia dei satelliti spia per “beccare” le infrazioni delle auto. La polizia della Gran Bretagna, infatti con l’ausilio dell’esercito ha avviato la fase sperimentale di un congegno sofisticato, denominato “SpeedSpike”, che riesce a seguire costantemente una determinata vettura, immortalando la sua targa e tutte le sue infrazioni. Lo “SpeedSpike” funziona come una specie di maxi Tutor, in grado di rilevare qualsiasi infrazione su qualsiasi tipo di percorso, strada statale, autostrada o città, calcolando velocità medie, istantanea o verificando sorpassi più o meno vietati. Il tutto con qualsiasi condizione meteo. Insomma una svolta per la sicurezza stradale, e un incubo per i pirati della strada, perché il governo inglese, che ha dato il via libera a questa operazione, punta a bissare i successi ottenuti dal Tutor in autostrada anche sulle strada statali e, soprattutto, in città dove invece la velocità media, e quindi il numero di incidenti con relative vittime non riesce a calare. La sperimentazione dello SpeedSpike andrà avanti per tutto il 2010 e, poi, se i risultati saranno quelli sperati, entrerà subito in funzione, prima in Inghilterra e, poi, nel resto d’Europa. (ASAPS)