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mercoledì 7 febbraio 2018

COSMO-SKYMED - come spiano Emiliano Babilonia

COSMO-SKYMED - come spiano Emiliano babilonia 

COSMO-SkyMed
COSMO-SkyMed è uno dei programmi più innovativi nel campo dell’osservazione della Terra, finanziato dall’ASI, dal Ministero della Difesa e dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca scientifica. Il sistema COSMO-SkyMed prevede una costellazione di quattro satelliti equipaggiati con sensori radar in grado di operare in qualsiasi condizione atmosferica e di visibilità e con un’altissima frequenza di rivisitazione.

COSMO-SkyMed è stato concepito come un programma in grado di soddisfare esigenze civili (monitoraggio ambientale, protezione civile, Oil & Gas) e militari. Le caratteristiche generali consentono l’interoperabilità con altri sistemi e l’utilizzo nel contesto di accordi internazionali. In particolare, COSMO-SkyMed è in grado di soddisfare i rigidi requisiti operativi di Copernicus, il programma europeo per l’Osservazione della Terra.

La costellazione COSMO-SkyMed, realizzata da Thales Alenia Space, è composta da quattro satelliti, uguali tra loro, che “guardano” la Terra giorno e notte con qualsiasi condizione atmosferica grazie ai radar ad alta risoluzione in banda X. Il sistema è stato realizzato in forma graduale: il primo satellite è stato lanciato nel giugno 2007, il secondo nel dicembre 2007, il terzo nell’ottobre 2008 e il quarto nel novembre 2010.

Telespazio ha realizzato l’intero segmento di terra del sistema. Il Centro Spaziale del Fucino ospita il Centro di Controllo della costellazione, e ha gestito le fasi di acquisizione dei satelliti dopo il lancio e la loro successiva messa in orbita. Oggi il Centro svolge le attività di comando e controllo e la pianificazione delle richieste di acquisizioni di immagini.

Il Centro Spaziale di Matera, gestito da e-GEOS, è responsabile dell’acquisizione, processamento e distribuzione dei dati satellitari per le applicazioni civili. Con e-GEOS, Telespazio svolge tutte le attività relative al mercato dell’Osservazione della Terra: dall’acquisizione ed elaborazione dei dati satellitari, allo sviluppo di software e prodotti, fino alla loro commercializzazione. In particolare, e-GEOS si propone come operatore di riferimento internazionale con un’offerta integrata di soluzioni applicative e servizi a valore aggiunto basati su dati radar e ottici ad alta risoluzione. e-GEOS commercializza in tutto il mondo i dati radar COSMO-SkyMed.

Il programma COSMO-SkyMed di Seconda Generazione (CSG) prevede il lancio di un primo satellite nel 2018 e di un secondo nel 2019, e garantirà prestazioni ulteriormente migliorate in termini di tecnologia, servizi e vita operativa del sistema. I due nuovi satelliti della costellazione rappresenteranno infatti il top dell’osservazione radar dallo spazio, in termini di precisione, caratteristiche e qualità delle immagini.

Nel programma CSG Telespazio ha la responsabilità della progettazione e sviluppo del segmento di terra e del segmento di logistica integrata e operazioni.

giovedì 1 febbraio 2018

Emiliano Babilonia - Riccardo poliziotto della scientifica mi' stanno uc...

Con la nuova riforma penale via libera allo spionaggio della popolazione e delle forze dell'ordine con ‘trojan’ di stato: vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Con la nuova riforma penale via libera allo spionaggio della popolazione e delle forze dell'ordine con ‘trojan’ di stato: vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.
Emiliano Babilonia da oltre 6000 giorni sotto spionaggio da parte di servizi segreti deviati coperti da false indagini antimafia create per depistare il collaudo delle armi spaziali per il controllo mentale e per manipolare le frequenze fisiologiche del ricercatore esperto di contro spionaggio satellitare con alte tecnologie neuroniche , fotoniche , infrasoniche e scopritore dell'aura artificiale che circonda il nostro corpo . 

Se fino ad oggi i giudici durante le indagini potevano disporre di mettere sotto controllo il telefono cellulare delle persone, con la recente riforma penale approvata definitivamente il 14 giugno gli inquirenti avranno la possibilità di effettuare un controllo molto più accurato e approfondito. È stato dato il via libera all’uso dei cosiddetti “trojan”, ovvero dei virus informatici che permettono il completo accesso a dispositivi come smartphone, tablet e personal computer.
Le funzioni del trojan
Questa tecnologia consente di avere completo accesso ad un dispositivo e ovviamente alle applicazioni utilizzate sullo stesso.
Sarà possibile pertanto monitorare conversazioni sui social network, su WhatsApp e altre applicazioni, avere accesso alla rubrica e alla memoria del dispositivo – le foto, i video e gli altri dati memorizzati – ma addirittura attivare il microfono e la fotocamera in remoto, in modo da usare uno smartphone come una microspia per intercettazioni ambientali con tanto di immagini o video. Una sorta di video chiamata: come se vi dimenticaste Skype acceso dopo una conversazione, con l’altro interlocutore che può sentire quello che dite e vedere le immagini trasmesse dal telefonino fino a quando non chiudete il programma. Ovviamente in questo caso avverrebbe a insaputa della persona controllata, con la connessione stabilita via remoto dagli inquirenti o, meglio, dalle aziende private che per conto dei giudici gestiranno questo tipo di intercettazione.
Le preoccupazioni di chi contesta la riforma
Il giudice potrà disporre questo tipo di controlli non solo in caso di gravi reati come il terrorismo, organizzazioni criminali di stampo mafioso, narcotraffico e altri crimini molto gravi. Ma anche per reati minori come minaccia, frodi commerciali o vendita di alimenti non genuini. A preoccupare i detrattori della riforma sono diversi aspetti. Il primo è che a gestire le intrusioni saranno delle società private, che dovranno garantire rigide normative per garantire la massima riservatezza. In ballo ci sono informazioni sensibili, che se gestite male potrebbero creare grossi problemi. L’avv. Marisa Marraffino, intervistata da “Il Giornale” in qualità di esperta di cyber crimini definisce “molto pericoloso” l’utilizzo di queste tecnologie per qualsiasi fattispecie di reato.
Un provvedimento forse incostituzionale
Con questi “trojan” la privacy delle persone sarà invasa in modo molto approfondito, dai dati presenti sui dispositivi a quanto viene digitato sulla tastiera, fino alla possibilità, come specificato sopra, di usare lo smartphone come una microspia.
Secondo l’avvocato, in gioco oltre al diritto alla privacy ci sono anche le garanzie minime sulle quali si fonda il processo penale, in quanto chi effettua questo tipo di intercettazioni potrebbe, anche inavvertitamente, modificare o alterare i dati. L’avv. Marraffino conclude che c’è anche il rischio che le nuove norme siano ritenute costituzionalmente illegittime, vanificando la possibilità di usare le prove nei procedimenti penali in corso.